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In alternativa puoi compilare il questionario conoscitivo se vuoi esporci in maniera più dettagliata le tue necessità, in particolare per intraprendere dei percorsi.
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La medicina funzionale non è assolutamente un approccio “alternativo” alla medicina classica. Si tratta di un approccio centrato sul paziente: invece di trattare le condizioni di salute come patologie isolate, tratta l’intera persona e prende in considerazione più sistemi e disfunzioni. Non ci si concentra sui i singoli sintomi, ma si affrontano le cause comuni a molte patologie croniche in un contesto di anti-aging e rigenerazione cellulare.

Per l’esigenza di integrare aspetti endocrino, metabolici, gastroenterici, legati al microbiota e al rapporto di questi distretti con il sistema nervoso e l’ambiente che ci circonda, diventa essenziale non ragionare in maniera settoriale e ultra specialistica. La medicina funzionale quindi si pone a cavallo di varie specialità classiche della medicina, creando ponti tra le discipline. Onde evitare fraintendimenti, infatti, ci tengo a sottolineare di non essere un endocrinologo o un gastroenterologo: non ho conseguito una specializzazione in no dei singoli suddetti ambiti. Sono un medico chirurgo abilitato alla professione medica che si occupa di integrare gli aspetti delle varie branche attraverso un approccio olistico e basato sulle moderne evidenze scientifiche, che sia proattivo, in cui il paziente è protagonista e la personalizzazione segue costantemente i feedback.
Mantenere in salute il paziente, non solo curarlo
Agire sui fattori di rischio alla base delle patologie croniche
Informazione e coinvolgimento attivo del paziente nel percorso
Terapie e modelli di cura individuali e ottimizzati attraverso feedback
Individuare la causa e rimuoverla: cibi, tossici, abitudini malsane
Correggere lo stile di vita, introdurre ciò di cui l’organismo è carente
I processi digestivi e metabolici necessitano di batteri buoni
Non aggredire, ma supportare le funzioni al fine di un ripristino globale
La parte analitica di ogni processo diagnostico che si rispetti deve partire con un attento colloquio con il soggetto, conoscere la sua storia e le proprie abitudini, l’ambiente in cui vive e i suoi trascorsi fisiologici e patologici, al fine di fornire tutti gli elementi utili per delineare gli step di un percorso personalizzato.
Solo a questo punto si può passare ad un attento esame obiettivo.
In base alle esigenze e i riscontri anamnestici e obiettivi, il paziente viene sottoposto ad analisi della composizione corporea tramite rilevazioni antropometriche, esame bioimpedenziometrico ed ecografia di qualsiasi distretto d’interesse.

CONSIGLI UTILI PER LO SVOLGIMENTO DI UNA VISTA OTTIMALE
Presentarsi a digiuno da almeno 3 ore (a meno di indicazioni specifiche fornite personalmente) e portare con sé la propria documentazione clinica di interesse. Si consiglia di non presentarsi in seguito a pasti abbondanti o giornate precedenti particolarmente fuori dalla propria routine.